La sfida del futuro: nuove professioni e nuove competenze
“Se tutto ciò che fai funziona senza problemi, significa che non ti stai assumendo molti rischi e quindi, probabilmente, non stai facendo nulla di innovativo.”
Paul Buchheit
(creatore di Gmail)
Il contesto socioculturale in cui viviamo è incerto, tanto quanto innovativo e tecnologico. Questo comporta, per ogni organizzazione e per ciascuno di noi, un cambiamento di mentalità. Tutti sappiamo, indipendentemente dalla professione o dall’età, che occorre affrontare nuove complessità per essere in linea con i tempi, gli obiettivi e la missione della nostra Amministrazione.
Negli ultimi trent’anni, nel nostro Paese, si è diffusa nei diversi contesti lavorativi la cosiddetta “cultura delle competenze”. Analisi e mappatura dei mestieri, consapevolezza delle conoscenze tecniche, delle capacità e dei comportamenti organizzativi necessari a svolgere al meglio il proprio lavoro hanno favorito lo sviluppo delle persone e delle organizzazioni, rappresentando una vera e propria rivoluzione ancora in atto.
Lavorare sulle competenze significa interessarsi al proprio mestiere e al proprio miglioramento. Questo implica affiancare al focus normativo e organizzativo un elemento centrale: le componenti del know-how necessarie a svolgere efficacemente le attività.
La mappa del proprio mestiere
Ogni professionista sviluppa una mappa delle competenze che integra conoscenze, abilità pratiche e comportamenti per svolgere al meglio il proprio ruolo. Le competenze tecnico-specialistiche includono le conoscenze disciplinari, normative e tecniche che permettono di affrontare le sfide quotidiane del mestiere.
Accanto a queste, sono fondamentali le competenze tecnico-professionali, che riguardano le capacità pratiche e operative necessarie per gestire le situazioni quotidiane: gestione del tempo, delle risorse, e la capacità di pianificazione, comunicazione e decisione.
Non meno importanti sono le competenze comportamentali, che, seppur meno tangibili, giocano un ruolo cruciale nel raggiungimento dell'eccellenza, sia nel lavoro quotidiano che nel rapporto con gli altri, colleghi o cittadini. Qualità come l'empatia, la stabilità emotiva, la flessibilità e la capacità di ascolto sono elementi che arricchiscono il professionista, permettendogli di affrontare le sfide con una maggiore consapevolezza e capacità di adattamento.
Investire sulle competenze significa oggi essere preparati alle sfide del presente e del futuro. Anche senza un progetto formale di mappatura, ciascuno può identificare aree da valorizzare o migliorare nel proprio mestiere.
L’impatto della gestione delle competenze
La gestione delle competenze ha un impatto significativo su tutti i processi che riguardano la persona nell’organizzazione: dalla selezione e orientamento, alla gestione e valutazione, fino alla formazione e allo sviluppo.
Questo avviene in uno scenario di forte cambiamento tecnologico e culturale, in cui l’analisi dei trend del mercato del lavoro guida l’individuazione di nuove competenze e professioni.
Immaginare il futuro del lavoro non è facile, ma è necessario e non può essere appannaggio del solo top management. Ciascun lavoratore ha il diritto-dovere di chiedersi: “che mestiere faccio?”, “cosa posso migliorare?”, “cosa farò da grande?”.
Direttrici fondamentali per l’evoluzione della PA
Le direttrici per l'evoluzione della PA sono:
- consapevolezza del proprio apporto: riconoscere il valore del proprio lavoro come contributo a un mestiere definito, non come insieme di attività isolate;
- focus sulle soft skills: considerare le competenze relazionali e comportamentali come parte integrante dei risultati, affiancandole a conoscenze normative e tecniche;
- nuove competenze trasversali: sviluppare capacità comuni a tutti i mestieri, comprese competenze digitali (technological literacy).
Da anni si parla di upskilling e reskilling come strumenti per aggiornare le competenze, favorendo lo scambio di conoscenze e il dialogo tra mestieri contigui. Questo approccio aiuta a comprendere meglio il lavoro altrui e a collaborare, superando divisioni ormai anacronistiche, e favorisce un approccio professionale e intergenerazionale (cross-skilling).
La piattaforma SharePA ha come obiettivo proprio lo scambio e la diffusione della conoscenza tra persone e organizzazioni.
Le nuove competenze
È possibile elaborare un set di nuove competenze che potrebbero contribuire a creare valore aggiunto, a orientare le organizzazioni nel delineare le esigenze più urgenti, nonché configurare la qualità e l’efficienza del futuro?
Per nuove competenze si intendono non solo quelle nascenti dai cambiamenti in corso, ma anche l’estensione a un numero maggiore di competenze fino ad oggi considerate importanti per pochi e definiti mestieri.
Queste competenze oggi tendono a diventare trasversali, configurando ruoli professionali che mantengono la dimensione della profondità di esperienze e di mestiere, richiedendo però un più ampio possesso di altre qualità.
“L’abilità di utilizzo o la sensibilità verso nuovi modelli e strumenti di lavoro si fonde gradualmente con la loro conoscenza teorica e tecnica configurando un modello a ‘T’ (T-Shaped, quindi Deep & Broad al tempo stesso), fino ad oggi riconoscibile talvolta solo nelle professioni manageriali. La dicotomia tra competenze trasversali e specialistiche tende ad affievolirsi per rinforzare modelli di competenze più ampi, completi ed in grado di interloquire ed integrarsi con altri” (‘T-Shaped’ Model Approach – David Guest).
Le competenze trasversali (qualsiasi natura esse abbiano) rappresentano un minimo comun denominatore tra molti mestieri e quindi un fluidificatore dei processi di lavoro. La cura e il monitoraggio del possesso di queste competenze è una garanzia di comprensione reciproca tra le diverse parti di un’organizzazione.
Nuovi mestieri
Alcune competenze trasversali possono generare nuovi ruoli professionali, come:
- AI governance manager: garantisce etica, conformità e trasparenza nell’uso dell’IA;
- AI & robot coach: supervisiona l’efficienza dei “nuovi colleghi tecnologici”;
- Community manager: gestisce le relazioni con cittadini e comunità locali;
- Innovation sharing expert: promuove e diffonde l’innovazione come competenza trasversale;
- Longevity & welfare advisor: sviluppa servizi per una popolazione sempre più matura.
Raccomandazioni per i lettori
Indicazioni da tenere sempre presenti:
- approfondire le tematiche tramite bibliografia o altre fonti;
- riflettere sul proprio mestiere e sulle competenze che lo compongono (conoscenze, capacità, comportamenti);
- interagire con responsabili e HR per elaborare un piano di valorizzazione delle competenze;
- svolgere colloqui collaborativi per verificare i progressi e i risultati ottenuti.
Bibliografia:
- Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 — disciplina sistema di misurazione e valutazione della performance e richiede individuazione di profili e competenze.
- Aggiornamenti e regolamenti collegati al PIAO / DPR 24 giugno 2022, n. 81 - rilevanti per adempimenti organizzativi e gestione del personale nella PA.
- Competing for the Future - Gary Hamel & C.K. Prahalad – Harvard Business School Press, 1994
- Competenze e formazione nelle organizzazioni - Gianfranco Rebora & Claudio G. Cortese – FrancoAngeli, varie edizioni
- Pubblica amministrazione, i vantaggi dei sistemi professionali competency-based - Giuseppina Salinardi - Agenda Digitale, 2023
- I lavori del futuro. Competenze e professioni per i nuovi media di Servizio Pubblico, Autori vari - Rai Libri 2024
- Ripensare i profili professionali per una PA evoluta. Eliminare stereotipi valorizzando la formazione, a cura di Sabrina Luccarini — Franco Angeli 2024
- Competenze trasversali e soft skills nei concorsi (con software di simulazione) – Alessio Caiaffa – Giuridiche Simone 20